Patologia cronica degenerativa, la coxartrosi colpisce l’articolazione dell’anca e causa una perdita progressiva della cartilagine.

Collocata in una posizione centrale per coordinare i movimenti del corpo, l’articolazione dell’anca ricopre un ruolo essenziale per garantire la stabilità e l’equilibrio di tutto il corpo. Fattori genetici o dovuti all’invecchiamento possono causare coxartrosi, assottigliamento della cartilagine tra la cavità acebolare e l’osso femorale che impedisce a lungo andare alcuni movimenti e causa dolore e fastidio anche nelle attività quotidiane più semplici.

Vediamo nei prossimi paragrafi insieme ai medici di CRM Borgomanero come riconoscere la patologia, quali sono le cause più frequenti e come possiamo trattare la coxartrosi.

Conformazione dell’anca


Per comprendere dove si localizza il disturbo è importante conoscere la conformazione dell’anca e sapere che è composta da due parti: una di forma sferica e una cavità.

Quest’ultima viene detta acetabolo e consente di ospitare l’osso del femore; entrambe le superfici sono ricoperte da uno strato di cartilagine che permette di attutire lo sfregamento delle ossa.
Inoltre, l’articolazione dell’anca è ricoperta da una membrana sinoviale la quale, in un’anca sana, produce una piccola quantità di liquido sinoviale, che lubrifica la cartilagine.

In assenza di queste sostanze le due ossa andranno a sfregare l’una con l’altra causando dolore e usura delle stesse.

Cause della coxartrosi


Nella maggioranza dei casi la patologia compare dopo i 60 anni di età (coxartrosi primaria) ma, per fattori ereditari genetici, può manifestarsi anche prima (coxartrosi secondaria). La differenza tra le due forme consiste nella velocità di progressione della malattia che, nel caso della secondaria, procede più rapidamente portando a una rapida usura della cartilagine.

La coxartrosi primaria non ha cause rilevabili e si presenta solo da un lato; solitamente la sua manifestazione può derivare dall’invecchiamento o da stress traumatico. La forma secondaria invece deriva da difetti genetici come:

  • Displasia dell’anca, malformazione congenita che determina lo spostamento della testa del femore dalla cavità acebolare;
  • Fratture del femore.

Quali sono i sintomi

In genere i sintomi della coxartrosi si manifestano causando dolore, difficoltà nei movimenti e rigidità articolare, che compare in modo rilevante nelle prime ore del mattino o in seguito a un’attività fisica intensa.

Trattamento e terapia

Trattandosi di una patologia degenerativa, la coxartrosi tenderà a peggiorare con l’avanzare del tempo. Nei casi più lievi sarà possibile intervenire con una terapia conservativa, atta a rallentare il peggioramento della condizione: la fisioterapia unita ai FANS (farmaci antinfiammatori non-steroidei), sarà possibile mantenere il fastidio sotto controllo, migliorando le capacità motorie.

Nei casi più gravi invece si dovrà ricorrere a un intervento chirurgico per l’inserimento di una protesi dell’anca che andrà a sostituire l’articolazione compromessa.

In termini di prevenzione invece non vi sono particolari accorgimenti da rispettare, in quanto si tratta di una patologia che si manifesta col naturale avanzare dell’età, nel periodo di vecchiaia. Il mantenimento di un peso corporeo adeguato e un’attività fisica praticata in modo regolare e corretto, aiutano a prevenire la comparsa di coxartrosi.

In caso di disturbi all’anca o fastidi dopo l’attività fisica, è importante recarsi dal proprio medico per valutare una risonanza magnetica. Mantenere sotto controllo la coxartrosi consente di praticare un trattamento meno invasivo e di rallentare la degenerazione della cartilagine. Contatta il CRM Borgomanero per prenotare una visita, cliccando qui.

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