La lussazione della spalla è un evento traumatico acuto causato dal distaccamento della testa dell’omero che fuoriesce parzialmente o totalmente dalla zona definita cavità glenoidea della scapola.

Esistono due tipologie di lussazioni, la posteriore e l’anteriore che prevedono appunto il distaccamento dell’osso dalla sua posizione naturale.

Dopo aver subito una lussazione della spalla si consiglia di fare degli esami diagnostici, servizi che CRM Borgomanero offre ai suoi pazienti.

Come si riconosce una lussazione alla spalla

La lussazione della spalla avviene a causa di diversi traumi, tra cui la caduta o un movimento innaturale. Dopo la prima lussazione il paziente in genere avrà dei problemi continui alla spalla che non solo lo porteranno a rinunciare a determinati movimenti ma anche e soprattutto a livello psicologico. Il paziente che ha subito una lussazione è spesso incerto sui movimenti da fare e ha la costante paura di provocare nuovamente una lussazione.

Una delle cause più comuni è un urto molto violento alla spalla dovuto ad una caduta, incidenti stradali o un movimento brusco. Un altro motivo è l’invecchiamento del paziente, a cui si indeboliscono sia i muscoli che i tendini, e quindi sono più soggetti a tale incidente.

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Esami lussazione della spalla

Quando avviene una lussazione della spalla in genere la prima cosa che viene fatta da un medico è un semplice esame obiettivo che si basa sull’osservazione della zona interessata. In genere a prima vista si vede immediatamente la deformità della spalla, ma per essere più precisi ci si avvale della palpazione della zona andando a controllare se la testa dell’omero si trova in una posizione innaturale.

Gli esami diagnostici più richiesti e più diffusi che vengono effettuati su una spalla lussata sono quelli di diagnostica per immagini. Vengono infatti sfruttate la radiografia e una risonanza magnetica. Entrambi questi due esami sono fondamentali per avere una diagnosi completa del paziente. Ma non solo.

A volte, in alcune occasioni dove la spalla è rimasta per lungo tempo fuori dalla cavità glenoidea, è prevista anche una TAC in quanto questo infortunio porta a complicazioni vascolari e nervose.

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